COME VISTO IN

Formatisi alla Design Academy Eindhoven, Maya e Fabian creano oggetti espressivi in cui pittura, disegno e costruzione manuale si fondono. Ciò che è iniziato durante il lockdown del 2020 come un'esplorazione dell'argilla a secco e della resina si è evoluto in un linguaggio artigianale distintivo, caratterizzato da colori audaci, linee fluide e una presenza scultorea. Il loro lavoro bilancia funzione e libertà artistica, trasformando pezzi quotidiani in vivaci dichiarazioni spaziali.
UNA SILHOUETTE GRAFICA NELLO SPAZIO
Ogni pendente è realizzato a mano, permettendo alla sua ampia e fluida forma di emergere attraverso un processo intuitivo e guidato dai gesti. La generosa scala esalta l'interazione tra proporzione e motivo, trasformando la lampada in un disegno scultoreo sospeso.
Le strisce sono meticolosamente dipinte a mano per seguire la curvatura del paralume, rafforzando il contrasto e la profondità tra il marrone e il crema. Ogni linea accentua il volume della lampada, mettendo in risalto la sua composizione dinamica ma equilibrata.
TECNICA CERAMICA SPERIMENTALE
La struttura combina tubi in PEX con argilla essiccata all'aria modellata con cura, creando stabilità nella sua forma espressiva. La vernice acrilica è applicata a mano, ottenendo una definizione nitida e un ricco contrasto tonale sulla superficie.
Una resina trasparente sigilla il pendente, intensificando la profondità del colore e offrendo una finitura liscia e resistente. Questa costruzione a strati riflette un approccio innovativo ai materiali, basato su sperimentazione e artigianato raffinato.
FATTO SU ORDINAZIONE
Distinti dalla produzione di massa, ogni prodotto di MAK MISHO è realizzato a mano solo dopo che il tuo ordine è stato effettuato. Questo approccio consapevole garantisce qualità, riduce gli sprechi e sottolinea il nostro impegno per una produzione etica. Inoltre, ogni pezzo è creato in modo unico solo per te, assicurando che non ci siano due pezzi esattamente uguali, offrendoti un tocco veramente personale dall'artigiano.
















